Little Black Sambo

Nel quarto episodio di Star Driver ha grande rilevanza la citazione di un vecchio classico per bambini, Little Black Sambo, della scozzese Helen Bannerman. Nell’episodio infatti questa favola per bambina è la preferita di Sugatame Tiger, ricordo prezioso di un’infanzia in cui lei e il Signorino la leggevano insieme.
Questo libro ha ricevuto negli anni aspre critiche di razzismo per via del titolo e del soggetto; anche in Giappone, dove è stato pubblicato con il titolo di Chibikuro Sambo, ha scatenato infinite polemiche, soprattutto per l’uso di illustrazioni diverse dall’originale che raffiguravano il piccolo Sambo come un ragazzo africano. Per maggiori approfondimenti sull’argomento si consiglia la pagina di Wikipedia.
In Italia è arrivata una diversa versione della storia, l’edizione illustrata da Fred Marcellino nel 1996 e pubblicata con il titolo The Story of Little Babaji. La si può trovare editata da “L’ippocampo” con il titolo Il Gran Coraggio del Piccolo Babaji.

Introdotta l’opera ne forniamo di seguito la traduzione italiana fatta da Artamantes, per le illustrazioni originali rimandiamo a questa versione inglese.

LA STORIA DEL PICCOLO SAMBO NERO

C’era una volta un piccolo bambino di colore, il suo nome era Piccolo Sambo Nero
E sua madre si chiamava Mumbo Nera.
E suo padre si chiamava Jumbo Nero.
E Mumbo Nera fece per lui una bellissima piccola Giacca Rossa, ed un paio di Bellissimi piccoli Pantaloni blu.
E Jumbo Nero andò al bazaar, e gli comprò un bellissimo Ombrello Verde ed un adorabile piccolo Paio di Scarpe Porpora con Suole cremisi e Fodera Cremisi.
E dopo il Piccolo Sambo Nero non era magnifico?
Così, indossò tutti i suoi Bei Vestiti, ed usci per una passeggiata nella Giungla. Di li a poco incontrò una Tigre. E la Tigre gli disse: “Piccolo Sambo Nero, sto per mangiarti!”. Ed il Piccolo Sambo Nero disse: ”Oh! Per favore, Signor Tigre, non mi mangi ed io le darò la mia bellissima piccola Giacca Rossa.”. E la Tigre disse: “Molto bene, non ti mangerò stavolta, ma tu devi darmi la tua bellissima piccola Giacca Rossa”. Così la Tigre prese la bellissima piccola Giacca Rossa del povero Piccolo Sambo Nero, e se ne andò dicendo: “Adesso sono la più splendida Tigre della Giungla”.
E il Piccolo Sambo Nero proseguì, di li a poco incontrò un’altra Tigre, che gli disse: “Piccolo Sambo Nero, sto per mangiarti!”. Ed il Piccolo Sambo Nero disse: “Oh! Per favore, Signor Tigre, non mi mangi, e le darò i miei bellissimi piccoli Pantaloni Blu”. Così la Tigre disse: “Molto bene, non ti mangerò questa volta, ma tu mi devi dare i tuoi bellissimi piccoli Pantaloni blu”. Così la Tigre prese i bellissimi piccoli Pantaloni Blu del Piccolo Sambo Nero, e se ne andò dicendo: “Adesso sono la più splendida Tigre della Giungla”.
Ed il Piccolo Sambo Nero prosegui, e di li a poco incontro un’altra Tigre, che gli disse: “Piccolo Sambo Nero, sto per mangiarti!”. E Piccolo Sambo Nero disse: “Oh! Per favore, Signor Tigre, non mi mangi, e le darò le mie bellissime piccole Scarpe Porpora con le Suole Cremisi e Fodera Cremisi”.
Ma la Tigre disse; “A cosa vuoi che mi servano le tue scarpe? Possiedo 4 piedi, e tu ne hai solo due, non hai abbastanza scarpe per me”.
Ma Piccolo Sambo Nero disse: “Potresti indossarle sulle tue orecchie”.
“In questa maniera potrei” disse la Tigre: “questa è davvero una buona idea. Dammele e per questa volta non ti mangerò”.
Così la Tigre prese le piccole Scarpe Porpora con Suole Cremisi e Fodera Cremisi del Piccolo Sambo Nero e se ne andò dicendo: “Adesso sono la più splendida Tigre della Giungla”.
E di li a poco Piccolo Sambo Nero incontrò un’altra Tigre, che gli disse: “Piccolo Sambo Nero, sto per mangiarti!”. E Piccolo Sambo Nero disse: “Oh! Per favore, Signor Tigre, non mi mangi, e le darò il mio bellissimo Ombrello Verde”. Ma la Tigre disse: “Come posso trasportare un ombrello se tutte le mie zampe mi servono per camminare?”.
“Potresti fare un nodo alla tua coda e trasportarlo in quel modo” disse Piccolo Sambo Nero. “in questa maniera potrei” disse la Tigre. “Dammelo, ed io per questa volta non ti mangerò”. Così prese il bellissimo Ombrello Verde del povero Piccolo Sambo Nero e se ne andò dicendo: “Adesso sono la Tigre più splendida della Giungla”.
Ed il povero Piccolo Sambo Nero se ne andò piangendo, perche le Tigri crudeli avevano preso tutti i suoi Bei Vestiti.
Subito egli udii un orribile rumore che assomigliava ad un “Gr-r-r-r-rrrrrr”, che cresceva e cresceva. “Povero me!” disse Piccolo Sambo Nero, “sono tutte le Tigri che tornano indietro per mangiarmi! Che dovrei fare?” Così corse velocemente verso una palma e sbirciò tutto attorno per vedere quale fosse il motivo.
E vide tutte le Tigri lottare, e discutere quale tra loro fosse la più splendida. Ed alla fine esse divennero così arrabbiate che si tolsero tutti i bei vestiti, ed iniziarono a dilaniarsi l’un l’altra con i loro artigli, ed a mordersi l’un l’altra con le loro bianche e grandi zanne.
Ed arrivarono, rotolando e ruzzolando, ai piedi dell’albero dove Piccolo Sambo Nero stava nascondendosi, ma egli saltò rapidamente dietro l’ombrello. E le Tigri si afferrarono l’una alla coda dell’altra, mentre si azzuffavano e si accapigliavano, e così si ritrovarono in cerchio intorno all’albero.
Dopo, quando le Tigri erano minuscole e molto lontane, Piccolo Sambo Nero saltò fuori, e gridò: “Oh! Tigri! Perché vi siete spogliate di tutti i vostri bei vestiti? Non li volete più?”. Ma le Tigri risposero solamente “GR-r-rrrr!”.
Allora Piccolo Sambo Nero disse: “Se li volete ancora, ditelo, o io li porterò via!”. Ma le Tigri non volevano mollare le code delle altre, e così poterono dire solamente “GR-r-r-rrrrrr!”.
Così Piccolo Sambo Nero indossò nuovamente tutti i suoi Bei Vestiti e se ne andò.
E le Tigri erano molto, ma molto arrabbiate, ma lo stesso non volevano mollare la presa sulle code delle altre. E divennero così arrabbiate, che iniziarono a correre intorno all’albero, cercando di mangiarsi a vicenda, e corsero sempre più velocemente, fino a che iniziarono a vorticare così velocemente che non si potevano distinguere più le loro zampe.
E loro continuarono a correre sempre più velocemente, fino a che semplicemente si fusero, e di loro non rimase altro che una grande pozza di Salsa di Burro (o “ghi”, come viene chiamata in India), intorno alla base dell’albero.
In quel momento Jumbo Nero stava giustappunto tornando a casa dal lavoro, con una grande pentola di ottone tra le braccia, e quando vide quel che era rimasto di tutte le Tigri disse: “Oh! Che piacevole Salsa di Burro! La porterò a casa da Mumbo Nera che la cucinerà”.
Così egli la mise tutta nella grande pentola d’ottone, e la portò a casa per farla cucinare da Mumbo Nera.
Quando Mumbo Nera vide la Salsa di Burro, quant’era contenta! “Adesso” disse, “avremo tutti del pancake per cena!”.
Così prese farina ed uova e latte e zucchero e burro, e fece una grande piattata di appetitosi pancake. E li frisse nella Salsa di Burro fatta dalle Tigri, e tutti i pancake divennero gialli e marroni come le Tigri.
E tutti loro si sedettero per la cena. E Mumbo Nera mangiò 27 pancake, e Jumbo Nero ne mangiò 55 ma Piccolo Sambo Nero ne mangiò 169, perché era veramente affamato.