Note Kuragehime

Episodio 1 : Sex and the Amars

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Il titolo

Ogni episodio di Kuragehime – così come i capitoli del manga da cui l’anime ha avuto origine – ha come titolo la storpiatura di un noto film. In questo caso, è palese il riferimento a “Sex and the City”, la nota serie di telefilm sulle quattro amiche newyorkesi che ha poi dato origine a due lungometraggi cinematografici. Considerando ciò che viene detto nel corso dell’episodio riguardo al termine Amars, una possibile traduzione sarebbe  “Il sesso e le suore”, decisamente appropriata per l’episodio (e soprattutto per l’ultima scena)!

La opening

Non contenti di citare Hollywood nei titoli, i realizzatori di Kuragehime ci hanno anche omaggiato di una sigla d’apertura a tema cinematografico! Le citazioni si sprecano, alcune molto facili da individuare, altre più ostiche.

Non siamo sicuri di averle beccate tutte, ma qui di seguito mettiamo comunque un elenco:

– scena con il cast: Sex and the City

– scena spaziale: Star Wars

– scena in strada: Cantando sotto la pioggia

– scena londinese: Mary Poppins

– scena del treno: L’imperatore del Nord

– scena dei dadi: God of Gamblers

– scena dello sparo: James Bond

– scena con Mayaya: L’ultimo combattimento di Chen (e in generale i film di Bruce Lee). Si può considerare una citazione doppia, visto che la iconica tuta è stata poi ripresa da Kill Bill.

– scena in chiesa: Il laureato

– scena con le meduse: Incontri ravvicinati del terzo tipo

Il Tamaden

Viene citato da Banba, l’esperta dei treni del dormitorio.  Ma che è, esattamente? Si tratta – manco a dirlo – di una linea ferroviaria, oggi chiusa, che congiungeva le stazioni di Shibuya e di Sendagaya. Il suo nome completo era Tōkyū Tamagawa-sen.

Lo Shichi-Go-San

Ovvero l’unica occasione per la quale Tsukimi si sarebbe truccata in vita sua! Si tratta di una festa, che si tiene in Giappone in 15 Novembre o il finesettimana immediatamente successivo, che vede coinvolti i bimbi che hanno compiuto tre o cinque anni e le bimbe che invece sono giunte ai tre o sette anni d’età (da qui il nome della festa, che si potrebbe tradurre come Sette-Cinque-Tre; secondo la numerologia giapponese, il dispari porta fortuna. Per lo stesso motivo venne scelto il quindici come data per la festa, essendo esso la somma delle tre cifre in questione). I bambini vengono abbigliati nei migliori kimono e portati al più vicino santuario, come rito per propiziare la longevità.

Pluschan Fansubs e il giapponese classico

Non contenta di parlare in un modo estremamente improbabile per tutto il resto dell’episodio, a 14:50 Mayaya cita direttamente quella che sembra una frase di Xiahou Dun, uno dei personaggi della Storia di Tre Regni, il classico cinese di cui è appassionata. Non vantiamo esperti conoscitori dell’opera in questione, ma è stata azzardata una traduzione si spera formalmente corretta della citazione. Ci scusiamo per tutti i grandi appassionati dell’epica vicenda del regno di Wei in ascolto in caso di tragiche imprecisioni.

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Episodio 2 : Sukiyaki Western Matsusaka

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Il titolo

In questo caso, ovvio è il riferimento a “Sukiyaki Western Django”, film del 2007 di Takashi Miike. Il “sukiyaki”, piatto tipico nipponico, gioca un ruolo importante nella puntata odierna.

Kuragehime in cucina

No, non si parla di mangiare meduse (anche se c’è chi lo fa)! Nell’episodio però vengono citati diversi piatti giapponesi:

– il nabe (letteralmente “pentola”). Con nabe si intende una serie di piatti – anche molto diversi fra loro – che sono accomunati dall’attrezzo usato per cucinarli e nel quale vengono serviti. La cottura, anzi, avviene di solito direttamente in tavola, come nel caso dell’episodio.

– il sukiyaki è un tipo di nabe. E’ un piatto a base di carne – di solito, come in questo caso, carne di manzo – cotto appunto in pentola in un brodo di salsa di soia, zucchero e mirin (un sakè usato per cucinare) e accompagnato da vegetali e ingredienti vari, di solito a discrezione del cuoco.

– nagashi sōmen (letteralmente “sōmen che scorre”). Se il nabe è un piatto tipico dell’inverno, i sōmen, spaghetti di farina di grano serviti freddi, sono una tradizione estiva. Il nagashi sōmen, in particolare, prevede che gli spaghetti vengano immersi nell’acqua – in molti ristoranti c’è un vero e proprio torrentello ricreato con canne di bambù – e che gli avventori li afferrino al passaggio con le bacchette per poterli mangiare.

– shirataki (letteralmente “cascata bianca”). Un altro tipo di spaghetti, dalla consistenza gelatinosa e dal sapore non molto intenso, vengono di solito usati come contorno. Non sono, come i sōmen, fatti di grano duro, ma sono ricavati da una pianta chiamata konjac (o “konnyaku” in giapponese).

Takeo Chii

L’uomo dei sogni di Jiji è un attore giapponese realmente esistente. E ha sessantotto anni, il che spiega come mai lei ne sia così ossessionata, vista la sua passione per gli uomini maturi! Chii è anche uno degli attori di “Dengeki! Strada 5”, che la ragazza cita parlando del suo possibile acquisto da 20000 yen, nonché protagonista di “Chii Sanpo”, in cui l’uomo passeggia per il Giappone visitando le varie località e assaggiando prodotti tipici.

Challenge 20’000 Km

L’oggetto dei desideri di Banba. E’ (anzi, era) un abbonamento speciale per la rete ferroviaria giapponese sponsorizzato dalla Fuji Film: dopo averlo comprato i partecipanti dovevano viaggiare per il Giappone fotografando le stazioni (non è un caso, insomma, che fosse la Fuji a sponsorizzare l’iniziativa!) e poi spedendo le succitate fotografie. A seconda delle linee percorse (da un minimo di dieci ad un massimo di centocinquanta, più un premio speciale se si riusciva a fare una foto ad almeno una stazione di ogni linea) si ottenevano premi diversi. In effetti il Challenge 20’000 Km è finito nel 1990, quindi non è chiaro che cosa esattamente Banba voglia farsene di un abbonamento fuori corso… O magari intendeva il gioco da tavolo ad esso ispirato?

(si ringrazia Garion per la preziosa collaborazione a riguardo)

Proverbi e modi di dire

A 4:06, Mayaya dice “Non vi sarà alcuno disposto a raccoglierne i resti”, in originale 死して屍拾うもの無し, shishite shikabane hirou mono nashi. Questo modo di dire, tradotto letteralmente come “Se muori, non ci sarà chi raccoglierà il tuo cadavere”, indica che per quanto uno possa sforzarsi, se alla fine morirà non ci sarà merito nella cosa. Insomma, il risultato è tutto.
Poco dopo, a 4:26, il “Non esistono scusanti” di Chieko, è in originale 今取り付く島のない, ima toritsuki shima no nai. Questo deriva da un proverbio simile, tradotto letteralmente come “Adesso non ci sono neanche più isole a cui aggrapparsi”. Indica una situazione in cui non esistono scusanti accettabili.

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Episodio 3: Come per incanto

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Il titolo

Il riferimento stavolta è al film “Enchanted”, lungometraggio del 2007 con protagonista Amy Adams nei panni di una principessa à la Disney che viene catapultata da un reame da favola al mondo reale e deve imparare a sopravviverci. Il titolo del film è in italiano “Come d’incanto”; il cambio da “di” a “per” è dovuto al fatto che Enchanted in Giappone è stato rinominato 魔法にかけられて, laddove invece l’episodio di Kuragehime è 魔法をかけられて. Diversa particella, insomma, e ho scelto di rendere in italiano il cambiamento con una diversa preposizione.

L’anmitsu

Il dolce preferito da Banba è una specie di macedonia contenente cubetti di agar-agar (una gelatina che si ottiene da alcune alghe), anko (pasta di azuki, o fagioli rossi) e frutta varia (pesche e ciliegie sono i più comuni). Di solito si serve accompagnato da uno sciroppo dolce e scuro, il mitsu, che va versato sul dolce prima di mangiarlo. Da qui il nome del dolce: lo an di anko + mitsu.

Masaharu Fukuyama

Ovvero l’individuo citato dallo zio di Kuranosuke. Si tratta di un cantante/attore/personalità radiofonica giapponese, con alle spalle una carriera ventennale. Purtroppo non ho la minima idea del perché lo zio faccia quel gesto presentandosi (chi segue Star Driver avrà riconosciuto il “Kiraboshi!”, ma di sicuro non viene citato l’anime in questione visto che il saluto appare identico nel manga che è uscito nel 2007)!XD

Quel Bae?

Anche in questo caso di parla di un attore, però – come intuibile dal dialogo – sudcoreano. Il suo nome completo è Bae Yong Joon, ed ha un seguito incredibile fra il gentil sesso giapponese, tanto da essere anche definito con il soprannome “Yon-sama” (Sommo Yon).

Kijimuna

Si tratta di spiritelli originari della regione di Okinawa (la più meridionale del Giappone) che assomigliano a bimbi dall’enorme testa e coperti di pelo rosso. Perché Mayaya scambi Tsukimi per uno di loro non ci è dato saperlo…

Jiangshi

Altresì detto Kyonshi (letteralmente “corpo che cade”, “cadavere”) è una via di mezzo fra uno zombie e un vampiro, un cadavere rianimatosi che si sostenta grazie all’energia vitale dei viventi, o in tempi più recenti – soprattutto a causa di contaminazioni con l’Occidente – grazie al loro sangue.

L’angolo del proverbio buffo!

La “tradizione” iniziata con il primo episodio non ci abbandona nemmeno stavolta, e la colpevole – che strano! – è di nuovo Mayaya. “Fra gli uomini, Lu Bu; fra i cavalli, Lepre Rossa” fa riferimento ad un generale cinese che ha assurto ad uno status quasi leggendario (se avete mai giocato un videogioco della serie Dinasty Warriors, ricorderete senz’altro che il personaggio in questione viene spesso usato come boss di fine livello!); così il suo cavallo, Lepre Rossa, viene ricordato come un esemplare eccezionale della sua specie. “Fra gli uomini, Lu Bu; fra i cavalli, Lepre Rossa” significa quindi che ci si è trovati di fronte ad un’avversità talmente forte che non era possibile sormontarla in alcun modo e si era destinati a soccombere in ogni caso.

(piccola precisazione: il nome del cavallo è Lepre Rossa, non Sella Scarlatta come alcune fonti citano. Senza contare i Dinasty Warriors, dove l’equino è stato rinominato Furia Rossa!)

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In merito agli spunti economici a cui Mayaya fa riferimento nel suo delirante discorso sulla Bolla speculativa, rimando a questo interessantissimo articolo scritto per l’occasione dal nostro gentile utente Gallo, che ringrazio con tutto il cuore:

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Episodio 4: Ti vedrò nel mio acquario

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Il titolo

Trovare il riferimento al titolo di stavolta è stato un po’ più difficile… Crediamo comunque di esserci riusciti: il titolo si rifarebbe al film del 1951 “I’ll see you in my dreams”,  un musical con protagonista Doris Day.

Dovendo scegliere, abbiamo tradotto in modo da far risaltare la citazione più che restando fedeli al titolo giapponese dell’episodio (che non è una traduzione letterale ma suonerebbe come “Incontriamoci nei sogni”).

Il kimono

Stavolta è toccato a Chieko mettere in mostra il suo fanatismo! Qui di seguito un breve glossario dei termini da lei usati:

– obi: è la fascia un tempo usata per tenere in posizione i kimono e oggi (soprattutto per quanto riguarda gli abiti femminili) soprattutto in funzione decorativa. Chieko ne cita due tipologie, l’obi a doppia intessitura (letteralmente “fukuro obi”, uno degli obi più larghi e formali in uso tutt’oggi) e l’obi in stile Nagoya (obi che presenta due diverse larghezze: è come un fukuro obi nella parte dove va creato il nodo, più sottile nel resto).

– han’eri (letteralmente “mezzo collare”) è un inserto decorato e rigido inserito – come il nome suggerisce – sul collo del kimono per ragioni estetiche.

Il signor Mutsugoro

Ovvero il nome d’arte di Hata Masanori, un simpatico vecchino giapponese che come il fu Steve Irwin non ha trovato nulla di meglio da fare nella sua vita che cercare di farsi uccidere dagli animali selvatici! Ovviamente, come quasi sempre nella tv giapponese, il tutto è buttato sul ridere.

Ecco il link ad un video che raccoglie alcune delle sue migliori “imprese”: http://www.youtube.com/watch?v=07hSJWAySa

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Episodio 5: Vorrei diventare una medusa

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Il titolo

Stavolta il riferimento è ad un film per la tv giapponese del 1958, intitolato “私は貝になりたい”, ovvero “Vorrei diventare una conchiglia”. Ovviamente la passione per le meduse ha portato ad una necessaria storpiatura del titolo!

Quella donna volpe!

L’insulto di Mayaya non è frutto del caso: il cognome della spregiudicata Inari è infatti scritto 稲荷, esattamente come il kami della fertilità giapponese i cui emissari sono proprio le volpi.

Makai

Letteralmente “mondo degli spiriti maligni”. E’, come facilmente intuibile, il luogo da cui i demoni provengono.

Nabe Ishikari

La pietanza che Kuranosuke vorrebbe mangiare con le Amars è il piatto tipico dell’omonima città di Ishikari, nello Hokkaido, la regione più settentrionale del Giappone. Originariamente era un piatto povero dei pescatori della zona, ma il fatto che includa il salmone lo ha reso una prelibatezza per gli abitanti della capitale giapponese! E’ appunto diverso dai nabe di cui le Amars hanno parlato nella seconda puntata proprio perché a base di pesce e non di carne.

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Episodio 6: Night of the Living Amars

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Il titolo

Stavolta forse gli autori sono stati un po’ impietosi con le nostre fujoshi preferite… Il titolo della puntata viene da “Night of the Living Dead”, ovvero il capolavoro dell’orrore di George Romero del 1968, lungometraggio che ha di fatto rilanciato il fenomeno zombie. D’altronde, però, le Amars di solito la sera se ne stanno a casa a bersi del Dokudami, quindi vederle in giro dev’essere un’esperienza sconvolgente quanto un’invasione di morti viventi…

Sanguisughe e tacchi

Qualcuno si sarà chiesto che cavolo sta blaterando Mayaya dopo che cade per terra… In giapponese, in realtà, il tutto ha più senso, per l’assonanza fra la parola usata per i tacchi alti (“hiiru”, dagli “heels” inglesi) e quella per le sanguisughe (“hiru”).

Hakutsuru… Maru!

Il bizzarro saluto del primo ministro è, apparentemente, il nome di un tipo di sakè! Perché il signor Negishi lo usi per una delle sue entrate in scena mi sfugge… Se troverò il motivo, aggiornerò questa nota con le dovute spiegazioni!

Gaki no Tsukai

Abbreviazione di “Gaki no Tsukai ya Arahende!” (ovvero “Non sono cose da far fare ai bambini!”) è un famosissimo show comico in cui i cinque protagonisti (il duo comico “Downtown” composto da Hitoshi Matsumoto e Masatoshi Hamada, Hosei Yamasaki e il duo comico “Cocorico” composto da Naoki Tanaka e Shozo Endo) vengono sottoposti a divertenti punizioni di vario tipo (ad esempio vengono portati nei contesti più vari – come scuole, centri termali, conferenze stampa – e messi di fronte ad avvenimenti assurdi con la clausola che se scoppiano a ridere verranno picchiati con delle spade di legno) per il sollazzo del pubblico. Lo show continua dal 1989, e ha ispirato molte trasmissioni simili in tutto il mondo (come l’inglese “Fist of Zen”).

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Episodio 7: L’arcipelago dell’indebitamento finanziario

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Il titolo dell’episodio

Stavolta riuscire a trovare il riferimento è stato davvero un’impresa! Esso si rifà ad un film giapponese del 1999 tratto da un romanzo di due  anni precedente dello scrittore Takasugi Ryou. Il titolo originale è 金融腐蝕列島 (ovvero “L’arcipelago della corrosione finanziaria”); non essendo né il libro né il lungometraggio mai arrivati nel nostro paese, ho ovviamente adattato il titolo dell’episodio nella maniera più fedele possibile.

I macaron!

Si parlerà pure di pasticcieria occidentale, ma io non li avevo mai sentiti nominare! Pare però che il loro nome derivi dall’italiano “maccarone”, che è poi anche la parola che ha dato origine ai nostri maccheroni. In questo caso si intende un tipo di dolci dalla forma simile ai baci di dama, ma più grandi, costituito da due semicupole fatte di meringa e da un ripieno a base di burro, che possono essere insaporiti a piacere e di solito colorati a seconda del gusto.

Omeza

Letteralmente, parlando di “omeza”, si parla di dolcetti che si danno ai bambini per farli stare buoni. Ciò a cui invece si riferisce Banba è un sito internet che regolarmente pubblica classifiche sui dolci giapponesi ritenuti più gustosi e particolari. Se volete darci un’occhiata lo trovate qui:

http://omeza-ranking.iinoda.com/

Il sale di Hakata

L’isola di Hakatajima, nello Shikoku, è… ehm, famosa per il sale. I suoi abitanti sono apparentemente molto orgogliosi della cosa, tanto da aver prodotto una serie di alimenti (come il ramen al sale o le caramelle al sale) che sono, beh… più salati del normale e si possono trovare solo lì.

Il sale è stato inoltre antropomorfizzato e moe-izzato nel personaggio di Hakata Shio-tan:

http://www.rockinginhakata.com/wp-images/shiotan01.png

Dannata Zeni Geba!

Mayaya è esperta nei riferimenti assurdi, si sa! Stavolta è andata a ripescare addirittura un manga del 1970, riguardante un ragazzo che – di povere origini – riesce a guadagnare denaro e prestigio diventando un assassino. L’appellativo usato da Mayaya è il titolo del manga, e non il nome del ragazzo (che è invece Gamagouri Futarou), e vuol dire, più o meno liberalmente “Il potere del denaro” (da “zeni”, una delle parole giapponesi per i soldi, e “geba”, da “gewalt”, la parola tedesca che indica appunto il potere).

Le Takako Style Eyelashes

Le ciglia finte usate da Kura-pyon non sono un’invenzione degli autori, ma esistono davvero! E come spiega la signorina Inari, ce ne sono davvero dieci tipi, e di queste le Cinema Classic – il tipo numero 8 – sono davvero quelle più lunghe e folte.

Se siete curiosi a riguardo, qui c’è un sito che si occupa della loro vendita (XD):

http://www.cosmelandusa.com/index.php?main_page=product_info&products_id=1519

Lo special televisivo “Famiglia Estesa”

Il programma menzionato da Kuranosuke è una sorta di documentario a puntate trasmesso in maniera irregolare durante gli spazi pubblicitari dalla Nippon Television, che illustra la vita quotidiana di una famiglia allargata.

Un personaggio di Shigeru Mizuki!

Shigeru Mizuki è un mangaka famosissimo in Giappone, soprattutto per la sua opera “Gegege no Kitaro” (conosciuta anche come “Hakaba no Kitaro” o “Kitaro dei cimiteri”) e da noi noto per la sua “Enciclopedia dei mostri giapponesi” pubblicata dalla Kappa Magazine, nonché per il suo peculiare stile di disegno; lo stesso assunto appunto da Tsukimi mentre sorbisce il tè.

C’è da dire che Shigeru Mizuki è famosissimo appunto per le sue opere sugli spiriti giapponesi e affini, quindi Kura-pyon sta implicitamente intendendo che Tsukimi è un mostriciattolo!XD

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Episodio 8: Million Dollar Babies

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Il titolo

Devo davvero spiegarlo, stavolta?XD

Ovviamente il riferimento è a “Million Dollar Baby”, il film di Clint Eastwood che è valso a Hillary Swank il suo secondo Oscar come miglior attrice protagonista.

Dead Stock

Con “dead stock” o deadstock si riferisce a quei prodotti che vengono messi da parte e conservati senza mai essere stati utilizzati.  Insomma, pur essendo datati sono in condizioni pressoché nuove, una gioia per gli antiquari!

Sugimotuccio

Può sembrare buffo che Hanamori chiami così il suo amico investigatore… In originale, però, l’autista lo chiama Sugimotchan, abbreviandolo e usando un vezzeggiativo. Nessun doppio senso è inteso, considerando anche che Hanamori  è chiaramente Benz-sessuale…XD

Soroban

E’ la variante giapponese dell’abaco, ed è tremendamente complicata da usare! Tanto da, come appunto spiega Hanamori, necessitare scuole che insegnino esclusivamente come utilizzarlo.

Wedgwood

Le ceramiche Wedgwood, prodotte ancora oggi, vengono prodotte in Inghilterra addirittura dal 1759; la compagnia è stata fondata da Josiah Wedgwood, il cui cognome ha dato il nome non solo all’azienda ma anche al tipo di prodotti che essa produce.

Teru Teru Bōzu

Letteralmente “Splendi splendi bonzo”. E’ un pupazzetto di solito ottenuto con un fazzoletto legato al centro con un elastico in modo da formare una testolina rotonda (che di solito viene decorata con una semplice faccina stilizzata); i fantocci così ottenuti vengono poi appesi alle finestre per augurare il bel tempo (ma possono fungere anche da richiamo per la pioggia se attaccati a rovescio). Sono molto simili ai pupazzetti di medusa prodotti dalle Amars, il che rende verosimile che i bimbi li scambino per dei Teru Teru Bōzu.

Yōkan

L’ennesimo dolce che i giapponesi producono dai loro amatissimi fagioli rossi! Questa volta si tratta di una gelatina molto densa e compatta composta da pasta di fagioli rossi, zucchero e agar agar, di solito servita a fettine.

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Episodio 9: Un verginello da marciapiede

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Il titolo

Questo è uno dei casi in cui ho voluto premiare la citazione piuttosto che la fedeltà all’originale: il titolo giapponese è infatti “Mayonaka no Cherry Boy”, storpiatura di “Mayonaka no Cowboy”, il titolo nipponico di “Midnight Cowboy”… Film che però è stato ribattezzato da noi come “Un uomo da marciapiede”; da cui, il titolo del nostro episodio, che poco ha perciò a che fare con quello giapponese!

Scifomeduse e idromeduse

Tsukimi non sta ovviamente dicendo che il disegno di Kura-pyon fa schifo (anche se chiaramente lo pensa XD); scifomeduse e idromeduse (di solito chiamate anche scifozoi e idrozoi) sono le due grandi classi in cui le meduse vengono appunto classificate.

Shoko la nave scuola!

In originale la signorina Inari usa ovviamente una metafora un po’ diversa, che però abbiamo cercato di rendere usando il suo “corrispettivo” italiano! Shoko in realtà dice di essere una “fudeoroshi”, parola che esprime l’azione di usare per la prima volta un pennello nuovo.  Detto questo l’analogia dovrebbe essere chiara… XD

Kogal e OL

Kogal è la contrazione di Kokosei Gal (ragazza delle superiori), e indica uno stile simile a quello delle uniformi scolastiche, caratterizzato da gonne corte, scaldamuscoli, capelli tinti e ogni tanto anche abbronzature.

OL invece sta per “Office Lady”, ovvero il corrispettivo giapponese della segretaria. Di solito le Office Lady svolgono lavori di portata inferiore rispetto ai colleghi maschi e vi è un tacito accordo secondo il quale esse lasceranno il loro lavoro una volta sposate.

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Episodio 10: Voglia d’amore e acqua tiepida

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Il titolo

Anche questa volta l’adattamento è stato molto “libero” e fedele al film di ispirazione, ovvero “Terms of Endearment”, lungometraggio del 1983 con Jack Nicholson da noi arrivato con il titolo “Voglia di tenerezza”.

Terrine, Chikuwa e Chukaman!

Ovvero i tre cibi citati nella puntata, insieme al famigerato budino di mango! Il primo è ovviamente francese e consiste in un composto simile al patè, i cui ingredienti sono però stati tagliati in maniera più grossolana. Il chikuwa è molto simile al nostro surimi; il suo nome significa “anello di bambù”, perché durante la preparazione gli ingredienti vengono avvolti intorno a un bastoncino di bambù per poter essere cotti (infatti il chikuwa ha un foro che lo attraversa da parte a parte). Il chukaman (letteralmente “manju in stile cinese”), per finire, è molto simile ai nikuman, i fagottini di pasta con ripieno di carne cotti al vapore.

Higuchi Ichiyo

E’ il nome di penna di Higuchi Natsu, scrittrice morta prematuramente nel 1896 a soli 24 anni. E’ considerata una delle capostipiti delle scrittrici di professione della modernità giapponese; dal 2004, il suo volto appare appunto sulle banconote da cinquemila yen.

Awamori

E’ una bevanda alcolica originaria di Okinawa, ottenuta fermentando riso e lievito trattato con batteri del genere aspergillus. E’ un liquore che spesso si beve durante i party, soprattutto “on the rocks”.

Sukima Switch

Duo musicale formatosi nel 2003, ha al suo attivo molti successi (fra cui “Golden Time Lover”, la terza opening di Fullmetal Alchemist Brotherhood); è composto da Ohashi Takuya e da Tokita Shintaro, famoso appunto per il suo possente afro.

Taisho Roman

Corrente artistica degli anni ’20 ispirata da suggestioni occidentali.

Castello di Bai Di

Bai Di è un complesso di edifici con un tempio come centro, un tempo in cima a una collina ma oggi su un’isola dopo che la zona divenne un lago artificiale a causa della costruzione della Diga delle Tre Gole. Letteralmente significa “imperatore bianco”, ed è il luogo dove morì Liu Bei (che Mayaya ha citato precedentemente nel corso dell’episodio).

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Episodio 11: La medusa dei sogni

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Il titolo

Anche per l’ultimo episodio non poteva mancare un riferimento cinematografico! Questa volta il rimando è a “Field of Dreams”, film del 1989 con protagonista Kevin Costner e da noi arrivato con il titolo “L’uomo dei sogni”.

Mi prostro tre volte dinanzi a voi!

La frase che Mayaya pronuncia davanti agli operai sembra riferirsi ad un avvenimento della vita di Liu Bei; per la precisione, dei suoi tre tentativi (che poi ebbero successo) di ottenere un colloquio da Zhuge Liang.

Leaf pie set e almond tarte

Un leaf pie set è una coppia di biscotti a forma di foglia e ricoperti di granella di zucchero; la almond tarte, invece, è – come suggerisce il nome – una tortina di pasta di mandorle. Sono entrambi prodotti della West, una famosa pasticcieria del quartiere di Ginza.

Un po’ come Haru

Banba si sta riferendo a “Haru-chan”, prima manga e nel 1987 anche drama televisivo su una ragazza – Haru, appunto – che lavora in un centro termale chiamato proprio “Yamanaka” (basato su un centro termale realmente esistente in Giappone).

L’arpa birmana

Kura-pyon si riferisce a un film del 1956 di Kon Ichikawa (che nel 1985 ne diresse un remake a colori), basato sul romanzo di Michio Takeyama; il protagonista dell’opera, il soldato Mizushima, sperduto e ferito in Thailandia dopo la fine della guerra decide di farsi bonzo. Nella seconda metà del film appare vestito esattamente come Kura-pyon, arpa e pappagallo compresi!

Il biglietto di Mayaya

Gli ideogrammi che Mayaya usa nella sua proposta per il marchio non hanno assolutamente senso nell’insieme; semplicemente, possono essere letti “Jellyfish” considerando una delle possibili letture di ognuno di essi.

Vinci una settimana a Parigi… oppure no?

Verso la fine dell’episodio Kuranosuke invita le Amars ad un po’ di serietà, dicendo loro che l’obiettivo prefissato è la settimana della moda di Parigi. Le battute di Mayaya immediatamente seguenti – devo ammetterlo – sono una mia totale invenzione.XD

Spiego qui di seguito il perché: quello che Mayaya fa è un gioco di parole intraducibile sul termine usato dai giapponesi per la settimana della moda di Parigi (ovvero “PariKore”), che lei invece confonde con “Paripari Korekushon” (letteralmente “collezione croccante”; paripari può però anche voler dire “di prima classe”), il nome di una linea di senbei (i cracker di riso giapponesi). Da qui lo scambio di battute, che non era proprio possibile – come potete capire anche voi – rendere fedelmente!

7 thoughts on “Note Kuragehime”

  1. Grazie mille per le note :) moltie riferimenti non li avrei mai capiti (tipo i titoli.. o le battute assurde di Mayaya) senza di esse! Grazie!!

  2. Grazie per le note.
    Volevo chiedere, visto che le puntate sono finite e stare per fare il pack, se era possibile inserire un pdf con tutte queste note all’interno del citato pack in modo da poterle consultare comodamente in qualsiasi momento.

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