{"id":237,"date":"2010-11-07T16:16:28","date_gmt":"2010-11-07T14:16:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cbland.net\/pluschanfansub\/?p=237"},"modified":"2010-11-07T16:24:08","modified_gmt":"2010-11-07T14:24:08","slug":"giappone-il-contesto-economico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/?p=237","title":{"rendered":"Giappone: il contesto economico"},"content":{"rendered":"<p>Il terzo episodio di Kuragehime presenta richiami all&#8217;economia giapponese e a diversi fenomeni sociali ed economici, che non \u00e8 compito nostro spiegare termine per termine, motivo per cui lasciamo al lettore l&#8217;opportunit\u00e0 di approfondire l&#8217;argomento con ricerche personali, per esempio su wikipedia.<br \/>\nAbbiamo per\u00f2 pensato che fosse interessante dare una visione migliore del contesto giapponese, per questo abbiamo chiesto ad un <a href=\"http:\/\/www.astralapache.net\/\">nostro amico<\/a> di fornire un&#8217;introduzione sulla situazione giapponese, che forniamo qui di seguito.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNon \u00e8 estremamente comune trovare riferimenti diretti all\u2019economia  Giapponese in anime e manga. E\u2019 un argomento che spesso esula dal  contesto, forse perch\u00e9 \u00a0troppo tangibile per essere inserito in storie  il pi\u00f9 delle volte decontestualizzate dalla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia gli esempi non mancano, con una maggiore risalto dato  all\u2019argomento negli ultimi anni. Per quanto riguarda i manga, in Italia  sono state pubblicate due opere di Inio Asano (\u201cLa citt\u00e0 della luce\u201d e  \u201cWhat a Wonderful World\u201d) in cui viene affrontato l\u2019argomento dei  Freeter e del rigetto verso l\u2019incapsulamento della realt\u00e0 lavorativa  Giapponese da parte delle nuove generazioni. In animazione, la serie  \u201cHigashi no Eden\u201d ha toccato alcuni temi relativi al contesto economico  Giapponese, come la precariet\u00e0 e la maggiore difficolt\u00e0 dei giovani ad\u00a0  inserirsi nel lavoro rispetto al passato, il fenomeno dei NEET etc.<\/p>\n<p>In Kuragehime vengono parzialmente riproposte gli stessi riferimenti.  Nel terzo episodio si fa accenno\u00a0 alla bolla che ha colpito il Giappone  alla fine degli anni \u201990. In economia bolla \u00e8 un termine con un ampia  gamma di significati, ma tutti sottintendono una crescita anomala e  spesso veloce di qualcosa\u00a0 che poi termina di colpo, scoppiando come una  bolla di sapone, e innescando una catena di conseguenze negative. Le  bolle in economia ci sono state, a partire da un curioso caso di  innalzamento spasmodico\u00a0 dei prezzi dei tulipani in Olanda nel 1500,  fino ai giorni nostri. Le pi\u00f9 note alle memoria recente sono state  quella relativa alla new economy scoppiata verso il 2000, quella sui  mutui ipotecari in America, quelle edilizie in Cina e in Spagna. In  Giappone la bolla interess\u00f2 le valutazioni delle attivit\u00e0 delle aziende  gonfiandole oltremisura.<\/p>\n<p>La bolla che colp\u00ec il Giappone circa verso il 1990 caus\u00f2 la fine  immediata di un periodo di crescita senza eguali per il paese, grazie  alla quale l\u2019economia Giapponese divenne in pochi decenni una delle pi\u00f9  importanti a livello globale con anche ambizioni di occupare il primo  posto. Dal 1990 in poi si pu\u00f2 dire che il paese abbia sperimentato una  stagnazione continua. Se l\u2019ultimo periodo prima della fine del millennio  \u00e8 stato chiamato il Decennio Perduto, l\u2019avvio del nuovo secolo non ha  mostrato cambiamenti di tendenza.<\/p>\n<p>Oggi il Giappone subisce le conseguenze di un modello di sviluppo che  ha strutturato il sistema economico secondo un certo schema. Alcune  parti di questo modello non necessitano di cambiamenti, ma secondo molti  economisti ed osservatori esterni altre abbisognano di trasformazioni  radicali affinch\u00e9 l\u2019economia esca dell\u2019impasse.<\/p>\n<p>Senza velleit\u00e0 di precisione puntuale si pu\u00f2 dire che l\u2019economia  Giapponese sia stata costituita sulla volont\u00e0 di competere pi\u00f9  all\u2019estero che all\u2019interno. Sarebbe errato tuttavia affermare  l\u2019inesistenza di competizioni tra aziende domestiche per la conquista di  porzioni pi\u00f9 ampie di mercato. La competizione interna fu  agguerritissima nell\u2019immediato dopoguerra come \u00e8 possibile evincere da  alcuni studi di settore. Nel 1952 c\u2019erano 50 produttori di moto, nel  1960 circa\u00a0 30, nel 1965 8, \u00a0e nel 1969 solo 4. Settori diversi  presentano sentieri di sviluppo analoghi. L\u2019antifonia \u00e8 che la  competizione permise ai pi\u00f9 forti di emergere talvolta inglobando i  resti degli avversari sconfitti. Tuttavia una volta emerse come societ\u00e0  dalla capitalizzazione molto consistente, l\u2019orientamento strategico  dell\u2019economia giapponese fu tutto rivolto a ricercare la profittabilit\u00e0  all\u2019estero. La situazione interna \u00e8 invece andata fossilizzandosi.<\/p>\n<p>Tra i fattori\u00a0 che hanno contribuito alla cristallizzazione del  mercato c\u2019\u00e8 stata la volont\u00e0 di parzialmente pianificare lo sviluppo  economico. In Giappone economia e politica sono fortemente interconnesse  e il MITI, organo politico preposto allo sviluppo economico, ha varato  \u00a0una serie di politiche volte a indirizzare e stabilizzare la crescita.  Nessuna politica \u00e8 stata realmente cogente al pari della pianificazione  attuata in Cina, ma la presenza dell\u2019ente si \u00e8 fatta sentire ed ha  influito sulla struttura del mercato.<\/p>\n<p>Un altro motivo \u00e8 stata la tendenza delle imprese Giapponesi a  erigere barriere nei confronti di societ\u00e0 estere, ad esempio rendendo di  fatto impossibili le acquisizioni, ostacolandone la competitivit\u00e0 e non  permettendo di fatto la loro crescita all\u2019interno del paese.<\/p>\n<p>Una terza causa della rigidit\u00e0 dell\u2019economia Giapponese risiede nella  propensione a creare gruppi industriali in cui i rapporti economici  sono pi\u00f9 coesi rispetto agli scambi di libero mercato. Tali gruppi sono  chiamati <em>Keiretsu<\/em>, e sono l\u2019evoluzione di un\u2019altra tipologia di alleanze esistenti prima della guerra chiamati <em>Zaibatsu<\/em> (in cui convergevano stato, esercito ed economia). E\u2019 prassi comune  aiutare ogni membro interno al gruppo e preservarne l\u2019esistenza, anche  quando abbia risultati negativi per diverso tempo, sebbene molto spesso  il fallimento presenti degli effetti migliori per l\u2019economia a medio  termine.<\/p>\n<p>Per inciso queste caratteristiche non sono realmente idiosincratiche  all\u2019economia Giapponese, ma con alcune varianti sono presenti anche in  altre economie asiatiche. In Corea del Sud i gruppi  industriali simili ai <em>Keiretsu<\/em> sono chiamati <em>Chaebol.<\/em> In Cina per avviare un\u2019attiva economia all\u2019interno del paese bisogna avere un partner locale.<\/p>\n<p>Ad ogni modo il Giappone ha favorito il mantenimento del suo tessuto  economico a scapito delle societ\u00e0 estere. E questo \u00e8 visibile anche  oggigiorno laddove gli incentivi di vario tipo erogati alle imprese  tengono molto poco conto della competitivit\u00e0 ma vengono distribuiti  uniformemente a tutti. Oppure i tassi interessi tenuti bassi per quasi  un ventennio. Un costo del denaro basso agevole il ricorso al credito,  ma non permette allo stesso tempo di selezionare le imprese migliori.  Furono proprio i bassi tassi d\u2019interesse a contribuire alla crisi del  1990. In parte perch\u00e9 con un costo del capitale ridotto le societ\u00e0 erano  agevolate anche a detenere cospicue quantit\u00e0 di reddito, un po\u2019 perch\u00e9  il valore delle loro attivit\u00e0 erano sovradimensionati, le imprese non  furono pi\u00f9 in grado di onorare i loro debiti. Questo cre\u00f2 un\u2019insolvenza  che costrinse il governo\u00a0 a dei piani di salvataggio a causa dei quali  il debito pubblico sub\u00ec un impennata (ricordate che il debito pubblico  Giapponese \u00e8 il pi\u00f9 alto del mondo: 190% del PIL). Paul Krugman, nobel  per l\u2019economia, ha pi\u00f9 volte parlato di crisi causata da un eccesso di  liquidit\u00e0. La difficolt\u00e0 riscontrare dalle aziende furono in parte  dovuto ad una contrazione dei consumi interni. I Giapponesi sono sempre  stati incoraggiati al risparmio, i capitali\u00a0 da loro risparmiati  servivano indirettamente alle banche per finanziare le imprese.<\/p>\n<p>Il risparmio \u00e8 un arma a doppio taglio. Se \u00e8 vero che rende pi\u00f9  facilmente riassorbibili alcuni tipi di crisi, dall\u2019altro frena i  consumi e dunque la domanda interna. In assenza di domanda l\u2019economia  deve cercare altri mercati. Ma le imprese poco competitive non  riusciranno mai ad imporsi all\u2019estero. E pur tuttavia dato che molto  fanno parte dei <em>Keiretsu <\/em>\u00e8 assai probabile che continuino a  sopravvivere nel contesto economico grazie ad una serie di aiuti che ne  agevola la sopravvivenza.<\/p>\n<p>La visione qui proposta \u00e8 estremamente semplificata. Sono sicuro che  diversi lettori avranno molto da ridire a riguardo. A me premeva far  notare due aspetti: come la situazione attuale abbia delle cause  risalenti a qualche decennio fa, come ci siano tante interdipendenze nel  contesto economico da rendere necessarie delle misure drastiche per  modificare la situazione.<\/p>\n<p>In ogni caso sarebbe ingiusto pensare all\u2019economia Giapponese come  caratterizzata da soli aspetti negativi. Il Giappone ha anche dato molto  a mondo in termini di nuove idee a livello organizzativo e manageriali,  pratiche e contribuiti che sono state copiate ed implementate nel resto  dei paesi sviluppati. Magari se ne potrebbe parlare in seguito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terzo episodio di Kuragehime presenta richiami all&#8217;economia giapponese e a diversi fenomeni sociali ed economici, che non \u00e8 compito nostro spiegare termine per termine, motivo per cui lasciamo al lettore l&#8217;opportunit\u00e0 di approfondire l&#8217;argomento con ricerche personali, per esempio su wikipedia. Abbiamo per\u00f2 pensato che fosse interessante dare una visione migliore del contesto giapponese, &hellip; <a href=\"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/?p=237\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Giappone: il contesto economico<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[8],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/237"}],"collection":[{"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=237"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":246,"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/237\/revisions\/246"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/pluschan.lacumpa.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}